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Família Ottoboni
Família Ottoboni


Membros da Família

O reencontro histórico na Praça de São Marcos

Felice Ottoboni e Ignazio Giovanni Ottoboni



A foto mostra Felice Ottoboni e Ignazio Giovanni Ottoboni, pouco antes de Felice Ottoboni vir para o Brasil. Felice Ottoboni e Ignazio Giovanni Ottoboni eram primos e nascidos na região de Veneza, em Cavarzere

Mario e Antonio



A foto mostra Mário Ottoboni ( bisneto de Felice Ottoboni) e Antonio Ottoboni (bisneto de Ignazio Giovanni Ottoboni) no Brasil, no verão de 1999.

Em abril de 1996, Mário Ottoboni, do Brasil, passou um mês na Itália. Em sua agenda de passeios constavam prioritariamente encontros com alguns Ottoboni, entre eles Antonio Ottoboni, de Veneza. Há muito tempo Mário mantinha, regularmente, contatos por cartas, com vários possíveis parentes de Padova, Rovigo, Roma, Veneza, Bolonha, Turim, Firenze e Milão entre outros. O objetivo era recolher e fornecer informações sobre a história da família Ottoboni.

Mário desejava com isto descobrir informações que o levasse a recuperar seus laços de parentesco italiano, interrompidos em 1888, quando parte da família imigrou para o Brasil, Estados Unidos e Argentina. Decorriam 108 anos de uma triste separação de irmãos, primos, tios que se perderam numa América imensa e com fronteiras tão difíceis de serem superadas.

Determinado, esse Ottoboni ítalo-brasileiro buscou na sua mais profunda vontade de reatar seus laços afetivos e históricos com seus irmãos da mesma genealogia, que ficaram na velha península européia, que ensinou o mundo a viver com a alegria de cantar, de comer bem e de sempre ter esperança.

Os que aqui aportaram, trouxeram a chama da esperança de melhores dias e, ao pisarem o solo da nova pátria que haviam escolhido, quis o destino que cada um partisse para locais diversos. Mas a dor do desencontro nunca foi suficientemente capaz de vencer os obstáculos da ausência de comunicação daquela época. Às vezes estavam tão pertos e tão distantes ao mesmo tempo. Nada, porém, foi tão forte ao ponto de aniquilar o amor, a saudade e a estima entre eles.

Mário Ottoboni rompeu a barreira e decidido foi ao encontro de seu cugino-fratello Antonio, na praça de São Marcos, numa manhã de sol brilhante, aos pés de um obelisco situado na frente da catedral do Santo Evangelista. Consumou-se ali o momento histórico do reencontro com seu passado, num abraço repleto de ternura e emoção entre Mário, Antonio, Elena (esposa) e Riccardo (filho).

Acabou-se ali o silencioso mistério de mais de um século de distância. Dispensou-se apresentações. Bastou que um olhasse para o outro e o sangue que fazia pulsar aquelas veias fez com que eles se reconhecessem, mesmo no meio da multidão. Foi ali, o encontro de duas grandes saudades, de irmãos que no passado se afastaram por milhares de quilômetros e agora estavam se reencontrando em seus descendentes.

Agora, com os vínculos reestabelecidos, juntos novamente, vamos caminhar até a eternidade.

Antonio Ottoboni e seu cugino-fratello Mário foram os pioneiros e desbravadores neste oceano de dificuldades. E hoje, a amizade se acendeu em todos. Triste é saber que nossos antepassados, pioneiros na chegada ao Brasil e os que ficaram na velha Itália, não pudessem testemunhar esse momento de tão grande felicidade.

Mario Ottoboni

Lo storico reicontro in Piazza S. Marco a Venezia
Visto dall' Italia

Elena e Antonio



O casal de primos italianos Elena e Antonio Ottoboni na festa promovida pela família em Barra Bonita, no Brasil, em 1999.

Avendo sempre presente quanto "sentenziato" da Carl Jung - l'uomo non è nato dalla sera alla mattina, ma ha una propria storia che sempre l'accompagna durante, e anche dopo, il suo passaggio terreno - nel 1982 iniziai, con molta determinazione, dopo varie perplessità dovute all'atavica burocrazia italiana, che non permetteva il libero accesso ai vari Archivi Storici, e alle incognite che costantemente si presentavano nel tentativo di consultare gli Archivi delle varie Parrocchie del Polesine (regione della pianura padana compresa tra i fiumi Adige e Po e corrispondente alla Provincia di Rovigo) soggette alle furie delle varie alluvioni del fiume Po (l'ultima molto distruttiva avvenne nel 1951), a "costruire" l'Albero Genealogico della mia Famiglia.

Uno dei danni maggiori provocati dall'acqua fu la distruzione parziale, se non in alcuni casi totale, di molti Archivi storici Parrocchiali, "unici depositari ufficiali" della Storia delle varie Famiglie italiane, compresa la nostra.

Ricostruire situazioni storiche e date precise fu, quindi, un'impresa di metodo non di poco conto, ma la mia perseveranza e la mia fermezza vennero premiate con risultati più che soddisfacenti, invidiati anche dai responsabili l'Assessorato alla Emigrazione della Regione Veneto i quali, per ottenere risultati utili per altre Famiglie emigrate, si avvalsero della mia esperienza.

Il 20 dicembre 1984 ricevetti una lettera da un certo avvocato Mario Ottoboni di Sao Josè dos Campos (Brasile) - di sicure origini venete - con la quale veniva chiesto il mio aiuto per la costruzione dell'Albero Genealogico della sua Famiglia; questa prima lettera fu l'inizio di uno scambio continuo di notizie e di incessanti sollecitazioni al fine di ottenere quanto fermamente egli si era prefisso.

Dopo qualche esitazione, dovuta alle difficoltà personalmente sperimentate al fine di ottenere dei risultati, decisi di aiutarlo, per mia cultura e, soprattutto, per mia curiosità, nel suo desiderio che diveniva sempre più pressante man mano che il tempo passava.

Subito dopo la prima raccolta di notizie qualcosa mi fece esultare e in cuor mio maturava la brama di capire per quale motivo quell'avvocato, finora sconosciuto, riuscisse ad occupare tutti i miei spazi liberi. Sentivo che qualcosa mi legava a lui, ma mi era difficile focalizzarne la natura nonostante le varie notizie accumulate mi portassero sempre più verso un rapporto familiare e fraterno.

La prima grande occasione d'incontro con Mario si avverò domenica 21 aprile 1996, quando ancora i risultati della ricerca erano parzialmente noti, nello splendido scenario di Piazza San Marco a Venezia durante un suo viaggio in Italia.

Non lo avevo mai visto prima, nemmeno in fotografia, ma i nostri occhi e i nostri cuori si sono subito incontrati in un grande abbraccio, commovente fino alle lacrime, in mezzo a una moltitudine di persone. Fu questo il momento più significativo e indimenticabile dello storico evento: due Ottoboni, ancora con la non matematica certezza di rappresentare la stessa Famiglia, parte della quale in un lontano passato per vari motivi era stata costretta a disunirsi abbandonando la Terra natia e allontanarsi migliaia di chilometri verso l'ignoto, oggi si sono rincontrati felici e commossi ristabilendo dopo tanti anni i rapporti familiari con la segreta grande speranza e convinzione che la genealogia sia comune.

Insieme a mia moglie Elena e a mio figlio Riccardo rimanemmo estasiati di fronte a questa persona, di una cortesia squisita, che ormai è parte integrante dei nostri pensieri quotidiani, insieme a tutta la sua cara famiglia e a tutti i suoi cari.

Continuai con fede nella mia missione e dopo parecchi anni - esattamente il 12 maggio 1999 - ebbi la grande conferma che la mia brama iniziale aveva un validissimo motivo di esistere: quell'avvocato è mio cugino; siamo figli di cugini (Felice e Ignazio Giovanni); apparteniamo alla stessa genealogia!

Quanto anticipatamente tanto sperato nell'incontro con Mario in Venezia, con l'aiuto di Dio, si era felicemente avverato: "il buon sangue non mentiva!"

Dopo tanti anni di assidue ricerche siamo entrati in possesso dei certificati originali di nascita dei componenti la famiglia dello stimato cugino Mario, parte di vitale importanza della Nostra Famiglia Ottoboni, emigrata in Brasile il 18 marzo 1888 a bordo della nave Gianna salpata dal porto di Genova con destinazione il porto di Santos, come da documentazione originale fornita dal libro di bordo della nave stessa.

Il buon Dio ha permesso che il 28 dicembre 1999 potessimo rincontrarci in Brasile e saldare perennemente i nostri rapporti.

L'accoglienza ricevuta non sarà mai dimenticata: intere Famiglie Ottoboni si sono ritrovate unite all'appuntamento nei molti incontri avvenuti in diverse città per festeggiare l'eccezionale, emotivo e storico avvenimento tanto segretamente sperato.

L'attesa di questo momento di ricongiunzione delle nostre famiglie è durata più di un secolo (108 anni per l'esattezza); è ora indispensabile che i rapporti continuino e si rafforzino, oltre che tra cugini, anche tra figli di cugini in modo da non interrompere mai più i legami faticosamente ritrovati.

Il tutto nel rispetto più religioso per i Nostri Avi che un tempo ebbero molto a soffrire per il distacco dai fratelli e dalla terra natia; peccato la loro non presenza a questi grandi momenti, ma senza dubbio dal cielo guideranno le nostre menti e i nostri gesti, in silenzio per non turbare la grande felicità che stiamo provando.

Dopo l'indimenticabile primo incontro in terra brasiliana moltissimi altri ne sono seguiti in questi anni sempre con grandi accoglienze e grandi feste, validi motivi per rendere ulteriormente più forte la nostra unione familiare.

Mio figlio Riccardo è stato con noi in Brasile a febbraio 2001 e in cuor suo è rimasto il grande desiderio di ritornare in quella "Terra favolosa" tra quella "gente meravigliosa".

La completezza dell'unione con la Famiglia di Mario è avvenuta in occasione del battesimo della nipote Carolina il 30 dicembre 2001: io e Elena, con orgoglio, siamo i suoi padrini!

(Rev. 8/2005)
Antonio Ottoboni

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