Família Ottoboni
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Tumba do Papa Adriano V
Tumba do Papa Adriano V
Papa 186 - Governou a Igreja em 1276


O esquife de Adriano V se encontra na Igreja de São Francisco, em Viterbo, e foi feito pelo artista italiano Giotto, um dos maiores nomes das artes na Idade Média. Adriano V faleceu nesta cidade em 1276. O local é aberto à visitação pública e fica na ordem dos franciscanos.
Papa Adriano V


186° Pontificato
Adriano V
Papa Adriano V
186° Pontificate
Adrian V
(A.D. 1276-1276)

Alla morte di Innocenzo V (22 giugno 1276), per eleggere il suo successore il Collegio Cardinalizio si riunì in conclave a Roma.
Carlo d'Angiò, quale senatore della città, aveva il privilegio della sorveglianza del conclave stesso.
Egli però, sembra che interferì sui lavori del Conclave, per fare eleggere il genovese Ottoboni Fieschi.
L'11 luglio 1276, egli fu consacrato con il nome di Adriano V.
Durante il suo breve pontificato, durato soltanto 38 giorni, il Papa abolì le norme sul conclave volute da Gregorio X e sanzionate nel concilio ecumenico di Lione del 1274.
Per sfuggire al caldo torrido di Roma, egli si rifugiò a Viterbo, dove il 18 agosto 1276 morì. Papa Adriano V fu sepolto nella chiesa di san Francesco della stessa Viterbo.
Dante Alighieri lo cita nella Divina Commedia - XIX canto del Purgatorio - dove Adriano V scontava una pena per il peccato di avarizia, e del quale si sarebbe ravveduto da Papa.
E' opinione generale che il sommo poeta abbia scambiato Papa Adriano V con l'omonimo Adriano IV, che pontificò dal 1154 al 1159.
Adriano IV, infatti, prima di diventare Papa, era noto come uomo avaro.
After the death of Innocent V (June 22, 1276 AD.), the Cardinal College met in conclave in Rome to elect his successor.
Charles of Angiò, as senator of the city, had the honor to control the same conclave. It seams however that, he, interfered with the proceeding of the conclave that elected the Genoese Ottobono Fieschi.
He was consecrated on July 11, 1276 AD., with the assumed name of Adrian V.
During his short pontificate, which lasted only 38 days, the Pope abrogated the norms of the conclave wanted by Gregory X and sanctioned in 1274 AD. in the ecumenical council of Lione.
The Pope could not support the stifling heat of Rome, he sought to avoid it by moving to Viterbo, where on August 18, 1276 AD. died.
Pope Adrian V was buried in St. Francisco's church of the same Viterbo.
Dante Alighieri cites him in the Divine Comedy - XIX canto of Purgatory - where Adrian V served a sentence for sin of avarice, after which he would re-established his status as Pope.
It is said that the divine Poet mistook Pope Adrian V for the same-named Adrian IV, who pontificated from 1154 AD. to 1159 AD..
Adrian IV, in fact, before becoming Pope, was known as a avaricious man.

ADRIANO V, Papa
(Ottobono dei Fieschi)
Ebbe legami particolari con Rapallo e si vuole che abbia fatto erigere nella nostra chiesa parrocchiale un altare i cui marmi scolpiti oggi si ritrovano nel pulpito. Essi potrebbero anche provenire da una Cappella che era situata presso la Torre ed i possedimenti dei Fiescbi sulla collina di Cappelletta in località Pastene.

Lasciò per testamento il 28 settembre 2275 una somma di denaro per i poveri di Rapallo. Il suo papato durò soltanto 38 giorni.

neveu d'Innocent IV - Adrien V - Ottoboni de Fieschi (+1276)
Cardinal, puis Pape (1276)

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Papa Alexandre VIII




Papa 241 - Governou a Igreja de 1689 a 1691

A foto ao lado, mostra o monumento construído no interior da Basílica de São Pedro, em Roma, em homenagem ao papa Alexandre VIII. A peça é feita em mármore e foi construída no século 18. Os despojos do papa se encontram no local.

Imagem da Praça e da Basílica de São Marcos, em Veneza, onde o cardeal Pedro Vito Ottoboni foi patriarca da cidade no século XVII e um dos locais de maior destaque na trajetória milenar da família Ottoboni, que deixou suas marcas tanto na arquitetura como nos registros históricos e eclesiásticos do lugar.
Papa Alexandre VIII


Alexandre VIII – Pierre Ottoboni (1610-1691)
Cardinal, Evêque de Brescia, puis Pape (1689)


Nacque a Venezia nel 1610, il giorno 22 aprile, da nobile famiglia veneziana. Terminò gli studi di legge a Padova e a 17 anni era laureato nelle due leggi, alle quali si era dedicato con passione. Giunto nel 1630 a Roma, Urbano VIII lo nominò Referendario delle due Signature. Successivamente fu Uditore di Rota e gli vennero affidati i governi di Terni, poi di Rieti ed infine di Spoleto. Fu nominato vescovo di Torcello. Da Innocenzo X (1644-55) venne creato cardinale prete di S. Salvatore di Buscia. Alessandro VII (1655-67) lo nominò abate vagadicense. Sotto Clemente X (1667-69), fu Datario della Corte Pontificia. Sotto Innocenzo XI (1676-89) fu inquisitore del Santo Uffizio e cambiò il titolo da S. Salvatore in quello di S. Marco, divenendo cardinale vescovo della diocesi suburbicaria di S. Sabina. Il 10 novembre 1683 divenne cardinale vescovo di Frascati, sede che lasciò nel 1687 per passare a quella di Porto. Il 6 febbraio 1689, alla morte di Innocenzo XI (1676-89) fu eletto alla cattedra di S. Pietro con il nome di Alessandro VIII (1689-91). Appena eletto si affrettò a beneficare con titoli e privilegi i componenti la sua famiglia, indulgendo ad un pesante nepotismo. Da Venezia ci fu l'invasione delle cavallette: il fratello Antonio fu nominato generale di S. R. Chiesa; il nipote Pietro diciannovenne fu creato cardinale e in seguito occuperà la cattedrale di Frascati; il nipote Marco, benché gobbo e zoppo, fu fatto Sovrintendente delle Fortezze e Galere pontificie. Il Papa era innanzi con gli anni e prevedendo una prossima fine, incitava gli Ottoboni a sistemarsi presto, perché diceva: «Le 24 stanno per scoccare». Infatti morì il 1° febbraio 1691. Riguardo alla politica, egli assunse toni abbastanza concilianti, onde non aver contrasti, con il re Luigi XIV, riottenne Avignone, creando cardinale il vescovo di Beauvois. Prossimo alla morte, pubblicò un breve con il quale giudicò nulli e senza forza obbligatoria i 4 articoli della Dichiarazione del 1682; condannò le 31 proposizioni gianseniste riguardanti la Grazia, l'Eucarestia e la Penitenza. Incitò le potenze cattoliche contro i Turchi; favorì le missioni in Cina e a Nanchino; a Pechino istituì due sedi vescovili; fu caritatevole nel periodo in cui peste e carestia infierirono su Roma. Canonizzò alcuni santi tra cui Lorenzo Giustiniani e Giovanni di Dio, fondatore dei Fatebenefratelli. Arricchì la biblioteca Vaticana acquistando preziosi volumi appartenenti alla regina Cristina. Fu sepolto nella Basilica di S. Pietro sotto un sontuoso monumento scolpito da Arrigo di S. Martino.

O quadro de Giuseppe Montani (ao lado), feito em 1691, atualmente no acervo da Biblioteca Nazionale Marciana, mostra o Papa Alexandre VIII no topo, no centro as figuras dos sobrinhos Antonio e Marco. Na parte inferior, se encontra o perfil do sobrinho neto Cardeal Pedro

Quadro do Papa Alexandre VIII ( Pedro Ottoboni), no qual aparece o brasão papal na parte superior que inclui as armas da família Ottoboni
Papa Adriano V


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Cardeal Pedro Ottoboni Sobrinho
Cardeal Pedro Ottoboni Sobrinho

O quadro do cardeal Pedro Ottoboni Sobrinho foi feito entre 1700 e 1710, por Francesco Trevisani, e é um óleo sobre tela. Se encontra hoje em Bowes Museum, Barnard Castle, County Durham, na Inglaterra.

O Cardeal Pedro Ottoboni Sobrinho, foi protetor dos compositores eruditos italianos Arcangelo Corelli (foto ao lado), Antonio Vivaldi (foto abaixo), Domenico Scarllatti (foto abaixo) e Haendel, entre outros.

Arcangelo Corelli

Antonio Vivaldi (foto abaixo), nascido em Veneza (1678), expoente do violino, autor de várias óperas, sonatas, concertos e sinfonias tem, sem dúvida, como a mais famosa de suas obras " As Quatro Estações" e soube conquistar a amizade e a proteção do cardeal Ottoboni - verdadeiro apaixonado por música e mecenas de outros músicos como Arcangelo Corelli (foto acima).


Antonio Vivaldi

Antonio Vivaldi, quadro pintado em 1723, por François La Cave. O retrato, único existente do compositor, foi patrocinado pelo cardeal Pedro Ottoboni.

Vivaldi destacava Ter sido valiosa a sua amizade com o cardeal, o que lhe valeu inclusive Ter sido convidado pessoalmente a tocar violino na presença do papa, fato que o havia empolgado. Vivaldi faleceu em 1741.


Em 1706, Haendel - de Hamburgo - foi para Florença e devido a escassa atividade musical daquela cidade seguiu para Roma em fevereiro de 1707. Em Roma se encontrou com o cardeal Ottoboni, no palácio da família. Neste local foram celebrados certames públicos de grande repercussão na época, dirigidos pelo cardeal, entre Domenico Scarlatti (foto ao lado) e Haendel.

Domenico Scarlatti

Capa de um exemplar do trabalho musical do cardeal Pedro Ottoboni Sobrinho, que alcançou destacado sucesso em sua época por sua produção artística.

Arquiteto e escultor Felippo Juvara

Filippo Juvara nacque nel 1685 da famiglia povera e fin da piccolo manifestò un gusto speciale per il disegno, ed una spiccata attitudine per le belle arti. Prese l'abito ecclesiastico, e poco dopo si recò a Roma dove, aiutato dal Fontana e dal Cardinale Ottoboni, si dedicò a quello studio profondo ed accurato, che farà di lui uno dei più rinomati architetti del suo tempo.

Quando poi il duca di Savoia Vittorio Amedeo divenne Re di Sicilia, trovandosi a Messina, lo incaricò di costruirgli un palazzo sulla marina. Il disegno del Juvara gli parve cosi eccellente, che lo nominò suo primo architetto con lo stipendio di £ 3.500 all'anno. Poco dopo lo porto con se a Torino, dove lo nominò abate di Selve, con la rendita di oltre 5.000 lire annue. Torino vanta un gran numero di opere da lui eseguite, fra cui lo scalone del Palazzo Municipale, la chiesa del monte Carmelo, il Palazzo di Stupinigi, nel quale si vi è un salone di singolare struttura, e, più mirabile fra tutti, la chiesa votiva innalzata da Vittorio Amedeo sul colle di Superga, per celebrare la vittoria da lui ottenuta sull'esercito francese che assediava Torino. Questo magnifico monumento fu iniziato dal Juvara nel 1715 e terminato nel 1731. La fama e le opere del grande architetto messinese non rimasero circoscritte alla sola Italia; il Re di Portogallo, che lo conobbe a Torino, sollecitò dal Re di Sardegna il permesso di condurlo a Lisbona, dove il Juvara ideò ed eseguì i disegni della Chiesa Patriarcale e di un palazzo reale e ne fu largamente ricompensato con una pensione di 15.000 lire all'anno. Il Juvara fu anche a Londra e a Parigi.

Tornato in Italia innalzò a Mantova la cupola di S. Andrea, ed eresse a Milano la facciata della famosa chiesa di S. Ambrogio. Quando poi si incendiò il palazzo reale di Madrid, il Re di Spagna lo invitò a farne uno nuovo. Ma nel momento in cui poneva in netto i suoi disegni fu sorpreso da una febbre violentissima che lo condusse alla morte all'età di cinquant' anni.

Quadro do Cardeal Pedro Ottoboni


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